Negroamaro, guida alla degustazione

Il Negroamaro è per noi il vitigno principe del Salento, che rappresenta fedelmente l’identità salentina grazie alla sua struttura, persistenza e profondità aromatica.

negroamaroSin dal VI secolo a.C si coltiva il Negroamaro nel Sud della Puglia, rappresentando oggi circa il 72% della superficie vitata delle province di Brindisi e Lecce, stando a quanto si legge nel Disciplinare Negroamaro DOC Terra D’Otranto.

Il nome Negroamaro potrebbe derivare da “niger” e “maru”, ovvero “nero” in latino e greco, rispettivamente, facendo riferimento ai vini oscuri che le uve di Negroamaro producono; potrebbe però anche provenire dal dialetto salentino“niuru maru”, che significa nero e amaro, visto il gusto amarognolo delle sue uve.

La pianta di Negroamaro

Le vigne di Negroamaro danno luogo a produzioni cospicue e costanti, grazie anche ad un’ottima resistenza alle malattie crittogamiche, come oidio e peronospora.

Le foglie sono grandi, pentagonali, quinquelobate o trilobate. Si trova tra i vitigni a baccanera e vanta grappoli di media grandezza, di forma tronco-conica, corto e serrato, poche volte con un’ala. Gli acini medio grandi e oblunghi, sono ricoperti da una buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore nero-violaceo.

I suoi grappoli sono tannici e pieni di parti zuccherine e coloranti; incominciano a maturare dopo il 15 settembre e danno origine a un vino robusto ed asciutto, ricco di estratti, elegante e di ottima armonia.

Questo vitigno si adatta perfettamente al clima caldo e terreni aridi, meglio ancora se calcareo-argillosi. L’orografia del territorio salentino e la localizzazione ed esposizione dei vigneti concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato e luminoso, favorevole ad una viticoltura di alta qualità.

Negramaro vino: sensazioni e degustazione

Le vigne di Negro Amaro danno vita a un vino dal colore rosso impenetrabile, con un profumo intenso e speziato e un gusto amaro. Il vino Negroamaro vanta una struttura e tannicità importanti. Questo vitigno autoctono salentino in effetti è quello che più tannini e sostanze coloranti apporta, producendo un vino dal corpo ricco e complesso.

Molto spesso il Negroamaro possiede un colore rosso rubino con riflessi viola, con un potente bouquet di ciliegia, amarena e ribes, e nuance di cioccolato e caffè che lo rendono armonico. Un buon esempio di negroamaro vanta tannini avvolgenti e vellutati, che lo fanno diventare un vino caldo e corposo ma, nel contempo, elegante e superbo.

 Consigli e abbinamenti perfetti

Per un adeguato apprezzamento del vino Negroamaro consigliamo di servirlo a 18-19°C in un calice dalla gran capacità, che consenta di sprigionare tutto il suo bouquet.

abbinamento cibo vinoLe bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale, in un luogo al riparo di fonti luminosi, a temperatura constante tra 12-14 °C e umidità del 70-75%.

I Cultori del Vino consigliamo abbinare questo vino ai piatti della cucina mediterranea, la carne di manzo, il coniglio alla cacciatora o i formaggi a pasta dura di media stagionatura.

A chi segue una dieta vegana o vegetariana suggeriamo abbinare questo poderoso vino pugliese ad un pancotto con fagioli o hamburger di amaranto e legumi.

Vino Negroamaro: effetti benefici sulla salute

Il vino Negroamaro contiene una dose di resveratrolo cinque volte superiore alla media di altri vini rossi, stando ai risultati di un ricerca pubblicati dal ricercatore Antonio Calò, dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura a Conegliano, e il professore Rocco Di Stefano, docente dell’Università di Torino (Calò et al., 2000. Negro Amaro precoce. Riv. Vitic. Enol. N 2/3 ISSN 0370-7865, pag 3-25).

In particolare, le uve di Negroamaro hanno un elevato contenuto di transresveratrolo e perciò il Negroamaro vinificato in purezza vanta livelli di resveratrolo pari a 7 mg/L.

Il resveratrolo è un potente antiossidante e potenziale agente antitumorale, molto importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e di altro tipo.

Per avere maggiori informazioni è possible scrivere direttamente al nostro enologo Nicola Centonze a enologia@nicolacentonze.it

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