Vini argentini: una serata di “cata” a Santa Fe

Durante le vacanze a Santa Fe, la città argentina da dove è oriunda Natalia, siamo stati invitati a partecipare ad una delle degustazioni private organizzate da uno dei wine shop più importanti della città. Vini argentini strepitosi – la maggior parte ancora non presenti sul mercato -, risate e la simpatia tipica argentina: di seguito il racconto della serata. 

Per noi non c’è un viaggio che non preveda l’acquisto e assaggio della maggior quantità possibile di bottiglie di vino locale. Immaginiamoci durante una vacanza di quasi due mesi in Argentina, terra di grandi vini praticamente irreperibili in Italia.

A Santa Fe, città di circa mezzo milione di abitanti in piena pianura pampeana argentina, vi sono parecchi wine shop. Ce n’è uno, tuttavia, che noi frequentiamo molto e che si chiama “López Casa de Vinos“. Si tratta di un’enoteca parte di un gruppo di distribuzione di bevande alcoliche, “La Vieja Damajuana”, storico a Santa Fe.

Casa López, in particolare, è specializzata in vini e commercializza anche delicatessen straniere, tra cui ad esempio la nostrana pasta Garofano e le passate Mutti.

Alla ricerca dei migliori vini argentini

Una mattina d’estate siamo andati in enoteca per comprare alcune tra le tante bottiglie che volevamo assaggiare. Avevamo un elenco di vini e cantine che ci interessavano in particolare, compilato dopo ore di studio a casa. Volevamo, ad esempio, individuare dei Malbec rappresentativi della Valle di Uco, di Tupungato e di Luján de Cuyo, alcune delle zone di produzione più importanti della provincia di Mendoza, per confrontarli.

Mentre cercavamo delle etichette, un ragazzo dello staff si avvicinò a noi offrendoci aiuto. Era, in realtà, incuriosito di sapere cos’era quel pezzettino di carta che avevamo in mano, e perché due persone parlando in italiano stavano girando e rigirando tutti gli scaffali. Chiaramente davamo nell’occhio.

Questo ragazzo era Rodrigo López, proprietario e gestore dell’enoteca, grande appassionato e profondo conoscitore dei vini argentini. Non ci abbiamo messo niente a incominciare a chiacchierare sul più e il meno, sul terroir mendocino e quello di Cafayate, sui prezzi del mercato e l’export di vino argentino…insomma, il tipo di conversazioni che piacciono a noi. Addirittura Rodrigo aveva già sentito parlare dell’italiano che aveva lavorato due volte alla Valle della Famatina…cioè, di Nicola!

Ammirando la nostra passione – e noi la sua -, Rodrigo ci invitò a partecipare della loro degustazione privata, un evento esclusivissimo che effettuano periodicamente insieme al resto dello staff e altri appassionati per assaggiare nuovi vini eventualmente da incorporare nel listino. Inutile dire che il nostro “sì” è stato immediato.

Il ristorante
Nicola e Rodrigo
Degustando vini argentini

Una serata nel Club de Catas

Chiunque è stato in Argentina sa benissimo che l’accoglienza e la simpatia degli argentini non conosce limiti. Pur essendo la prima volta che ti vede nella sua vita, l’argentino ti saluta con un bacio e non ti darà mai del Lei. Non importa se vi siete conosciuti cinque minuti prima: l’argentino ti parlerà con lo stesso entusiasmo con cui conversa con il miglior amico di una vita.

Esattamente così è andata la serata nel Club de Catas de Vinos Nobles, il Wine Club di La Vieja Damajuana a cui si può anche entrar a far parte pagando una certa somma mensile, o almeno così abbiamo capito.

La serata si è svolta in un piccolo ristorante in Barrio Candioti Norte, un quartiere pieno di locali e pub. La scelta del ristorantino, a dire il vero, è stato l’unico errore della serata. Non perché non fosse bello né di qualità, anzi, ma offriva cucina indiana e quindi non ideale per una serata di degustazione di vini.

In ogni caso, il cibo arrivò dopo aver degustato i migliori vini argentini della serata e perciò non è stato così rilevante.

Un Malbec fresco e fruttato
Interessante Malbec old vines
Il favorito di Nicola

Cosa abbiamo bevuto

La maggior parte dei vini che abbiamo degustato non era ancora presente sul mercato; alcuni addirittura non avevano neanche un’etichetta, ma erano campioni prelevati direttamente dai serbatoi di acciaio o le barriques.

Quelli che abbiamo assaggiato inizialmente però erano dei Malbec già imbottigliati, per lo più entry level, non ancora in distribuzione a Santa Fe. Abbiamo degustato quelle etichette velocemente, valutato la sua incorporazione al listino e passato in fretta alle seguenti. Tutti volevamo arrivare a quelli di alta gamma il prima possibile.

E sono arrivati, eccome. Tra i diversi vini rossi della gamma top degustati, la maggior parte blend di Malbec e/o Cabernet Sauvignon, c’erano almeno due che ci hanno lasciati davvero stupiti.

Nicola si è praticamente innamorato di “Domiciano”, un blend base Malbec. Dal corpo e struttura importanti, si trattava di un vino armonico e tannico, con un bilancio perfetto tra i componenti duri e morbidi e freschi sentori di frutta rossa matura, vaniglia e cioccolato. Un finale lungo e piacevole, fruttato e speziato, per un vino che è stato il preferito di molti dei partecipanti alla degustazione.

Natalia invece è rimasta colpita da un vino non etichettato, prelevato direttamente dalle barriques. Un blend di Malbec e Cabernet Franc che era un’esplosione di sentori pirazinici, con il peperone verde in testa, insieme a frutti neri e sensazioni balsamiche. Fresco ma strutturato, con un finale lunghissimo e perfettamente piacevole. La peggior delusione in assoluto è stata il non poter acquistarlo!

Per mille serate così

Abbiamo degustato ottimi vini argentini, scoperto nuove etichette, approfondito le nostre conoscenze sui diversi terroir argentini e sui mercati locali ed internazionali; insieme allo staff di La Vieja Damajuana abbiamo sicuramente incorporato nuovi concetti e rinfrescato i nostri palati con sentori nuovi e diversi.

Tuttavia, la ciliegia sulla torta della serata è stata la compagnia. Un gruppo di ragazzi solari, veri amanti del vino che ci hanno chiesto di tutto sulle caratteristiche dei vini pugliesi. Persone a cui interessava molto la nostra opinione sui vini, ma che volevano soprattutto sapere come mai l’Italia non è riuscita a qualificarsi al mondiali di calcio, e se conoscevamo il paese “X” da dove era venuto il loro bisnonno dopo la prima guerra mondiale.

I soliti argentini, insomma.

Degustazione Vini Argentini

 

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