Vino Primitivo, guida alla degustazione

Più di 2.000 anni fa gli Illiri portavano in Salento il vino Primitivo, un nettare corposo, ricco di estratti e fortemente alcolico, che rappresenta pienamente il caldo di questa terra e che ha saputo guadagnarsi una fama internazionale.  

vino primitivo

Vitigno Primitivo, Contrada Montalieri. San Donaci (BR)

Questo vitigno antichissimo arriva nella nostra Penisola insieme agli Illiri, le antiche popolazioni balcaniche che poi diedero origine alla civiltà messapica.

Non sorprende, quindi, la somiglianza genetica dimostrata recentemente da analisi del DNA con il vitigno croato Crljenak Kaštelanski, che avrebbe dato origine anche allo Zinfandel californiano che tanto spesso viene confuso con il nostro vino Primitivo.

Lo Zinfandel però, nonostante essere un cugino o praticamente un fratello del Primitivo dal punto di vista genetico, non è paragonabile in termini di caratteristiche organolettiche, che nel nostro vino Primitivo sono una conseguenza del clima mediterraneo, con molta irradiazione solare, forti sbalzi termici e grande ventilazione.

Il Vino Primitivo della Puglia

Malgrado il Primitivo del Salento sia la varietà più affermata a livello nazionale ed internazionale, il vino Primitivo è in realtà originario di Gioia del Colle, in provincia di Bari; è solo verso la fine dell’Ottocento che questo vitigno si diffonde massivamente nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, dando origine all’ormai noto Primitivo del Salento, riconosciuto dalla Denominazione d’Origine Controllata Primitivo di Manduria.

Per avere maggiori informazioni su questa denominazione è possibile scaricare il Disciplinare Primitivo di Manduria DOC.

Il Salento vanta anche una delle poche DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita) riconosciute ai vini pugliesi grazie al Primitivo. In Puglia infatti ci sono soltanto quattro vini riconosciuti come DOCG, di cui tre appartengono alla zona di Trani, e l’altra è il Primitivo di Manduria Dolce Naturale.

Anche in questo caso mettiamo a vostra disposizione il Disciplinare Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG.

Vino Primitivo: il vitigno

Il vino Primitivo deve il suo nome alla precocità di maturazione dell’uva, che comincia già a fine agosto o primi di settembre, dando raccolte abbondanti seppur poco costanti. Questo vitigno preferisce i terreni caratterizzati da roccia calcarea tufacea, strati di argilla e terreni rossi di composti ferrosi.

Sono tipici del Primitivoracemi abbondanti, ovvero i secondi frutti che la pianta sviluppa sulle femminelle, e che maturano a distanza di 20 giorni dalla vendemmia dei grappoli primari. I racemi quindi vengono raccolti e vinificati in una fase successiva, offrendo al vignaiolo l’opportunità di migliorare la prima vinificazione.

Molto adattato al clima salentino, dove viene allevato soprattutto attraverso il tradizionale alberello pugliese con 4-5 speroni, il vitigno Primitivo teme però la siccità e le alte temperature.

Vino Primitivo: caratteristiche

coloreDalla polpa dolce, succosa e dal colore rosso intenso dell’uva di Primitivo si ottiene un vino rosso rubino oscuro con riflessi viola, corposo, concentrato e ricco di estratti.

bouquetSe allevato nelle zone maggiormente ventilate ed esposte a sbalzi termici, il vino Primitivo è molto profumato, con uno spettro aromatico particolarissimo e molto persistente, speziato e fruttato, talvolta con caratteristici aromi di tabacco dolce, fichi secchi e frutta molto matura.

palatoDi grande struttura e notevole persistenza, al palato si tratta di un vino caldo, morbido e di ampio volume, adeguatamente tannico. Il Primitivo vinificato in purezza vanta un elevato tenore alcolico, ma è anche molto equilibrato, soave e vellutato, grazie alla presenza di tannini nobili armonizzati con il corpo di questo vino superiore.

Sottoposto ad un certo periodo di invecchiamento adeguato, il vino Primitivo migliora ancora le proprie caratteristiche organolettiche.

Vino Primitivo: abbinamenti e consigli

Per una corretta degustazione del Primitivo è il nostro consiglio servirlo a 18-19°C in un calice amplio “panciuto”, capace di sprigionare tutto il caratteristico bouquet di questo vitigno attraverso alcune rotazioni del calice.

Va sempre ricordato che le bottiglie dei vini rossi (e non solo) vanno sempre conservate in posizione orizzontale, in un posto lontano dai raggi solari, a temperatura constante tra 12-14 °C e umidità del 70-75%.

Quando si tratta di abbinamento cibo vino, noi Cultori del Vino preferiamo in generale i piatti a base di sughi rossi dal sapore untuoso, ragù e carni di cacciagione. A chi segue una dieta vegana o vegetariana consigliamo tofu grigliato o pasta all’ortolana e fughi selvatici.

Infine, se si hanno ancora dubbi o si vuole avere informazioni tecnica sul vino Primitivo, consigliamo di contattare il nostro Enologo Nicola Centonze a enologia@nicolacentonze.it

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