Vino vegano: polemica inutile?

Si parla tanto di vino vegano come un prodotto nuovo, alla moda, adatto solo a chi ha scelto la dieta vegana. Ma c’è troppa disinformazione: il vino vegano in realtà non è altro che un vino completamente normale, poiché è un derivato dell’uva…o no?

vino veganoVino per vegani: sono sempre di più le cantine che puntano a conquistare la fetta del mercato rappresentata dai vegani. I tanto discussi e polemizzati vini vegan infatti incominciano a farsi vedere sempre di più, pronti a soddisfare le richieste di coloro che aderiscono ad un’ alimentazione vegana e che vogliono avere accesso ai migliori vini italiani in modalità vegan.

Ma il vino vegano cos’è? Qual è la differenza con il vino cosiddetto “normale”? Anzi, perché dovrebbe esserci una differenza fra vino vegano e non, se il vino non è altro che un prodotto di origine vegetale…o no?

Se sei tra quelli che pensano che il vino vegano non è altro che una moda o una mossa commerciale, ti invitiamo a leggere questo articolo.

Vino vegano differenza con vino convenzionale

Innanzitutto c’è da chiedersi: cosa mangiano i vegani? Dalla dieta vegana sono esclusi tutti i prodotti di origine animale, poiché il veganismo si basa nel rifiuto, nei limiti del possibile, di ogni forma di sfruttamento degli animali. Qui non vogliamo polemizzare se sia giusta o meno l’ alimentazione vegana: noi non siamo vegani, ma rispettiamo le scelte di tutti.

L’unica domanda importante, dal nostro punto di vista di viticoltori, è: qual è il problema con il vino, che essendo un derivato dall’uva dovrebbe essere per forza vegano e vegetariano?

Così come non avrebbe senso parlare di “una fragola vegana” o una “lattuga adatta per vegani“, l’espressione vino vegano dovrebbe essere ridondante. E invece non lo è, ed è qui che sta il gioco: il vino convenzionale può contenere sostanze di origine animale, aggiunte in un secondo momento nelle cantine. Come mai?

Ingredienti del vino, quelli sconosciuti…

La maggior parte dei consumatori non sono al corrente delle attuali legislazioni in materia di elaborazione del vino. In tanti non hanno mai notato, ad esempio, che non è obbligatorio riportare in etichetta gli ingredienti e sostanze presenti nel vino, come succede per tutti gli altri prodotti alimentari.

La mancanza di indicazioni sulle sostanze presenti nel prodotto fa credere a un consumatore impreparato che all’interno della bottiglia c’è solo vino, inteso come una bevanda alcolica derivata dall’uva. Ma se fosse così semplice, allora non avrebbe senso parlare di vino vegano

Sostanze animali ammesse nel vino

Durante l’elaborazione del vino, è possibile utilizzare certe sostanze per effettuare alcune procedure quali la chiarifica del vino o altri processi; il suo impiego è legale ed autorizzato dal regolamento base UE 822/87.

Molte di queste sostanze però hanno un’origine animale, e trasformano il vino in un prodotto non più prettamente vegetale; ad esempio:

  • Albumina d’uovo: il più tradizionale chiarificante, molto utilizzata nei vini pregiati e denominazioni di alto profilo. Poiché si tratta di una sostanza allergenica, i vini etichettati a partire da luglio 2012 devono dichiarare se il vino contiene uova o derivati (Articolo 51 del Regolamento CE n.607/2009).
  • Gelatina animale: uno dei chiarificanti più comuni e diffusi nell’industria alimentare. Si ottiene dal tessuto connettivo della pelle degli animali. Nelle etichette dei prodotti alimentari spesso è denominata E441.
  • Ittiocola o colla di pesce: ottenuta dalle vesciche natatorie dei pesci, utilizzata nella chiarifica di vini bianchi e rosati.
  • Lisozima: enzima estratta dall’albume dell’uovo, utilizzata per la gestione microbiologica di mosti e vini, fondamentalmente dei vini bianchi.

L’uso di queste sostanze nel vino è legale. Ce ne sono altre, come il sangue bovino in polvere o l’albumina di sangue, il cui utilizzo non è più consentito dalla legge ma che erano molto usate fino a qualche decennio fa.

Chiarifica del vino: perché è importante?

La chiarifica del vino è un’operazione necessaria per ottenere un prodotto stabile, senza depositi e completamente limpido (il vino alla nascita è torbido). Le cantine che optano per impiegare sostanze d’origine animale per effettuare la chiarifica del vino rinunciano ad offrire un prodotto genuino dal punto di vista delle sue origini.

Altre aziende, invece, elaborano vini non chiarificati, dove è frequente trovare un certo deposito in bottiglia, soprattutto nel caso del vino rosso.

In molti invece seguono la filosofia di Emile Peynaud, famosissimo enologo francese che ha modernizzato il Bordeaux e migliorato la qualità di vini mondiali, che dice che:

Un vino stabile non solo è limpido ma evolve meglio nel tempo. - Emile Peynaud

Ecco perché è possibile elaborare vini genuini e vegetali senza rinunciare alla chiarifica per garantire un prodotto limpido e di elevata qualità, che evolverà solo in maniera pregiata, e che potrà essere degustato senza rischi anche dopo un certo tempo di conservazione.

Come si fa il vino vegano

Non è necessario trasformare la natura vegetale del vino per garantire stabilità e limpidezza. Oggigiorno, esistono sul mercato prodotti che non solo vanno a sostituire l’azione di albumina e gelatina animale, ma che sono addirittura superiori dal punto di vista qualitativo.

Ad esempio la bentonite, una delle principali rivoluzioni in enologia degli anni ’40, ottenuta da roccia sedimentaria di lave vulcaniche. Protegge il vino da casse ed ossidazione, ed è valida contro l’ipercollatura o surcollaggio.

Esistono anche gelatine di origine vegetale che presentano ulteriori vantaggi, precipitando una maggior quantità di tannini verdi, riducendo l’astringenza e dando come risultato vini più morbidi. Ecco perché, molto spesso, nei panel di degustazione sono preferiti i vini che utilizzano gelatina di origine vegetale anziché animale.

Questi prodotti sono più costosi rispetto l’albumina o la gelatina animale, ed è anche per questo motivo che tante cantine continuano a produrre vini non più vegetali e che contengono prodotti allergenici.

Vino vegano? Meglio dire vino per tutti

A questo punto siamo certi di avervi aiutato a capire che il cosiddetto vino vegano non è solo per vegani, bensì è la conseguenza più logica di un prodotto derivato dell’uva.

E’ possibile infatti fare affidamento sui vini di questo tipo anche se non siete vegani (non lo siamo neanche noi, d’altronde), ma siamo convinti che nessuno di voi rimpiangerà la mancanza di gelatina animale, albumina o colla di pesce.

Vino vegano o no, quello che per noi conta di più è la qualità e la genuinità del prodotto.

Se siete dei veri Cultori del Vino come noi, non abbiamo dubbi che apprezzerete bere un vino di elevata qualità, senza sostanze allergeniche, con sicure evoluzioni di pregio nel tempo, e che rispetta la sua origine vegetale.

Se avete dubbi o volete condividere le vostre opinioni sul vino vegano vi invitiamo a lasciare un commento oppure a scrivere al nostro Enologo Nicola Centonze a enologia@nicolacentonze.it

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1 Reply to "Vino vegano: polemica inutile?"

  • Vino Biologico: i fondamenti dell'agricoltura bio e la situazione in Italia
    29 ottobre 2017 (11:26)
    Reply

    […] In cantina sono bandite le sostanze di derivazione chimica, mentre sono ammesse quelle biologiche ovvero di origine animale, minerale o vegetale, come ad esempio la gomma arabica, la colla di pesce, la caseina, l’albumina, la bentonite, la perlite ed altre materie prime di origine biologica. In effetti, non necessariamente parliamo di un vino biologico vegano, perché il regolamento bio non bandisce l’uso di sostanze d’origine animale. In questo senso consigliamo la lettura del nostro approfondimento sul vino vegano. […]


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